Al posto dei condizionatori questo sistema che permette di non usare l’energia elettrica

Non devi premere sull’interruttore, non devi accendere alcun dispositivo: i condizionatori saranno sostituiti da questa innovazione.

Immaginate di poter rinfrescare la vostra casa o la vostra auto senza dover premere l’interruttore del condizionatore e, soprattutto, senza vedere la bolletta elettrica schizzare alle stelle.

condizionatore eliminato
Possiamo salutare per sempre i condizionatori? – guidacomuni.it

Sembra uno scenario da fantascienza, ma la soluzione potrebbe arrivare da un sottile strato di bioplastica. Una soluzione che permetterebbe a tutti di risparmiare cifre importanti in bolletta.

Addio condizionatori: con cosa li sostituiremo

Un team di ricercatori cinesi e australiani ha messo a punto una pellicola refrigerante biodegradabile capace di abbassare la temperatura delle superfici di oltre nove gradi, sfruttando solo le leggi della fisica.

Il problema del caldo eccessivo, specialmente nelle aree urbane, è diventato una vera emergenza. Ogni estate la risposta è quasi sempre la stessa: accendere il climatizzatore. Questo però crea un circolo vizioso, perché i condizionatori consumano enormi quantità di energia, emettono gas serra e utilizzano refrigeranti spesso dannosi per l’ambiente. Entro il 2050 si stima che la richiesta globale di aria condizionata triplicherà, mettendo a dura prova le reti elettriche di tutto il pianeta. In questo contesto, l’invenzione pubblicata sulla rivista Cell Reports Physical Science rappresenta una svolta concreta e sostenibile.

scienziato al lavoro
Gli scienziati hanno trovato una soluzione innovativa e molto efficiente per rinfrescare casa – guidacomuni.it

Il funzionamento di questo materiale si basa sul raffreddamento radiativo passivo. In termini semplici, la pellicola non si limita a fare ombra, ma agisce come uno specchio quasi perfetto che respinge il calore verso lo spazio esterno. I test hanno dimostrato che il materiale è in grado di riflettere il 98,7% della luce solare. Invece di trattenere l’energia termica, la pellicola la “spinge via” sotto forma di radiazione infrarossa, permettendo alla superficie sottostante di restare incredibilmente fresca senza consumare nemmeno un watt di corrente.

La vera novità risiede però nel materiale utilizzato. Gli scienziati delle università di Zhengzhou e della University of South Australia hanno scelto l’acido polilattico (PLA), una bioplastica derivata da scarti vegetali come il mais o la canna da zucchero. A differenza delle plastiche tradizionali, questa pellicola è completamente biodegradabile, risolvendo alla radice il problema dello smaltimento una volta terminato il suo ciclo di vita. La sua struttura interna è porosa e leggera, progettata per bloccare il passaggio del calore con un’efficacia straordinaria.

Le applicazioni pratiche sono praticamente infinite. Questa pellicola può essere stesa sui tetti dei palazzi, sulle carrozzerie dei furgoni, sui container per il trasporto merci o sulle coperture industriali in metallo. Durante le sperimentazioni sul campo, la riduzione della temperatura ha toccato i 9,2 °C rispetto alle superfici non trattate. Si tratta di un risultato paragonabile a quello di un sistema di raffreddamento attivo, con la differenza che questo film plastico è silenzioso, economico e non inquina.

Un altro punto di forza è la resistenza nel tempo. Spesso i materiali plastici si deteriorano rapidamente se esposti costantemente al sole o alle intemperie. Questa pellicola, invece, è stata progettata per durare: resiste ai raggi UV e non viene intaccata dalle piogge acide, rendendola perfetta anche per l’uso in città molto inquinate o in zone industriali. Il processo produttivo si basa su una tecnica di separazione a freddo che permette di mantenere intatte le proprietà del materiale su larga scala.

Adottare una tecnologia del genere significa ridurre drasticamente la dipendenza dai combustibili fossili per rinfrescare casa. Può essere, questo, proprio un nuovo modo di concepire l’architettura e la mobilità urbana. Se riuscissimo a rivestire gran parte delle nostre città con materiali simili, potremmo finalmente dire addio, o almeno ridurre sensibilmente, l’uso massiccio di quei motori rumorosi e caldi che oggi pendono fuori dalle nostre finestre.

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