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La seconda abbazia, che la Storia ci ricorda che stanziasse in Basaluzzo, era chiamata di S. Giuliano. Questa aveva le sue celle sulla spianata amonima la quale trovasi fra il torrentello Acqua nera e Basaluzzo e la strada comunale che di qui tende a Fresonara. Ancora ai nostri giorni, sia per costante ed antica tradizione, sia dai vecchi e nuovi catasti, ci risulta che quella regione si appellasse e si chiama di S. Giuliano. Ora più nulla esiste di quel chiostro, tuto scomparve logoroato dal tempo o per disposizione degli uomini. Se non che, a prova della preesistenza di un tale monastero che lo ricorda ancora quell'ammasso che viene detto Cappella di S. Giuliano, sopra il quale, e sullo svolto dell'anzidetta strada comunale, ancora pochi anni fa stava dipinta a fresco l'effige in proporzioni naturali del S. Vescovo che fu il primo Mitrato della diocesi di Mans nell'anno 286, città della Francia del Dipartimento della Sarthe. In proposito di quanto accenno mi viene riferito dal sacerdote D. Giacomo Zuccotti attuale maestro di scuola, che su quei pressi facendo arare profondamente un campicello di rinvennero vecchie fondamenta, e ciò viene a confermare colla storia la preesistenza dell'abbazia che ci viene indicata dallo istoriografo Casalis. Questa Badia possedeva molti beni fra i quali era compresa l'anzidetta spianata nella quale sorgevano le sue celle. Seguendo sempre gli storici, che ci occuparono di tali sacri sodalizi ci risulta che questi monaci appartenevano all'ordine dei Cistercensi che essi dalla sontuosa Badia di Tilieto presso Molare si sparse poi Campale, Cassinelle, Castelvero presso Castelletto Capriata e Basaluzzo. L'ordine dei Cistercensi venne fondato nella città di Cisteaux da cui venne il nome che ricorda l'antico Cadastro; obbedivano questo abati alle regole dell'insigne italiano S. Benedetto. Forse questa seconda Badia si eresse in Basaluzzo in quel torno di tempo in cui era feudatario di questo Castello il Papa Giulio II (vedi parte prima). Per accertarmi di ciò frugai nel Parrocchiale archivio per vedere se si conservava qualche Pontificia Bolla o documento; ma tutte le carte di quell'epoca più non esistono perchè o vennero distrutti dagli incendi, od in epoca di saccheggi o logorati dalla vetusta per poco cura usata nella loro conservazione. Anche la Badia di S. Giuliano, al pari di quella di S. Maria e di S. Bartolomeo del Fossato vennero soppresse sotto il Pontificato del papa Pio V; furono poscia abolite da Vittorio Amedeo III re di Sardegna che ne vendette i beni, parte dei quali passò alla prebenda parrocchiale. Da quanto esponemmo veniamo a conoscenza che gli abati tanto dell'una abbazia quanto dell'altra erano entrambi guidati dalle stesse regole di S. Benedetto e ciò a grande vantaggio, morale e materiale, per Basaluzzo, perocchè questi monaci dell'insigne ordine di S. Benedetto avavano per lo programma di difondere ed accrescere la religione cattolica e con essa la coltura delle terre e la civiltà non che l'ist.... continua
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