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pagine 4 ..... a. Inoltre, sulla parete di una casa, è possibile ammirare quel che resta di un pregevole "ex voto" parzialmente deteriorato da insensati interventi sull'edificio.
Affrontando la salita di Via Siccardi,, dopo pochi metri, sulla destra,, un'altra via in salita consente di raggiungere "Porta Grafiona" (Scheda n. 1). E' l'unica superstite delle porte che permettevano l'accesso al borgo vero e proprio.
scheda 1
E' la testimonianza più consistente e suggestiva dell'antico sistema difensivo di Costigliole.
Sicuramente "Porta Graffiona" (o Porta Grafiona, per alcuni testi) risale a un periodo non posteriore al XIII' secolo ed è giunta fino a noi in buone condizioni.
Tuttavia, oggi necessita di un intervento che ne assicuri perlomeno la stabilità, in quanto si tratta di salvare il monumento più antico di Costigliole.
Anche numerose case che costeggiano questa strada celano nei loro muri resti della fortificazione abbattuta.
Proseguendo lungo "Via Porta Grafiona", la via più caratteristica del paese, che corre lungo il limite dell'antico borgo ripetendo il corso delle mura di fortificazione distrutte nel 1487,1 merita attenzione una piccola statua, in origine probabile lapide sepolcrale, che si trova sulla facciata di una casa.
Poco più avanti, Via Porta Graffiona regala una suggestiva visione di Costigliole dall'alto. In questo modo si ha la possibilità di coghere, in un solo colpo d'occhio, le caratteristiche del paesaggio urbano sviluppatosi intorno al XVIII' secolo. Spicca, per imponenza, il Palazzo Giriodi di Monastero", opera dell'arch. Vittone, oggi sede del Municipio. Sipuò inoltre notare come in molte case siano presenti logge aperte ad arcate piemontesi.
Giunti al termine di Via Porta Graffiona ci si trova ai piedi del "Castellotto" o "Castlot".
scheda 2
Si ritiene che l'edificio sia stato, nella parte più antica, una fortificazione costruita dai Costanzia dopo la distruzione dell'antico castello, avvenuta nel 1487 ad opera delle truppe di Carlo I° di Savoia. Danneggiato dai Francesi nel 1691, fu in seguito restaurato ed ampliato dai Crotti e fu destinato ad abitazione di un ramo della famiglia.
L'antica appartenenza ai Costanzia è testimoniata dal loro stemma presente sul battacchio della porta d'ingresso al cortile.
Da casaforte, nei secoli XVII° e XVIII°, divenne un'elegante dimora dalle forme aggraziate, rispecchiante la trasformazione della vita dei nobili dei tempo, ai quali cominciarono progressivamente a venir meno i compiti militari.
Il castello è legato, con le altre case del borgo, da un originale e suggestivo gioco di archi, che fa pensare ad una delle porte appartenenti alle antiche mura di cinta.
Oggi il Castellotto è di proprietà della Famiglia Alby ed è teatro della manifestazione del "Presepe vivente" che vede una variopinta folla in costume animare la scenog.... continua
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