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pagine 14 ..... struzione agricola e sono molto scarse le tracce visibili da terra. L'aerofotografia in questo caso può essere di aiuto per una migliore comprensione del sito, che conserva un notevole interesse archeologico e può rappresentare un'occasione di ricerca su di una fortificazione che, dopo l'abbandono, non ha subìto rilevanti interventi.
Il perimetro potrebbe essere pressoché quadrilatero e comprendere tutta la superficie dell'altura, naturalmente adatta alla difesa. Il dongione risulterebbe, in questo caso, posizionato presso uno degli spigoli e, certamente, abitazioni e magazzini dovrebbero trovarsi all'interno e all'esterno del recinto. Tuttavia non è individuabile, ad un primo esame, l'ingresso, e solo alcune tracce sorreggono l'ipotesi di un recinto esteso all'intero perimetro dell'altura.
La località, qunque, dovrebbe essere indagata in modo più approfondito a terra, e meriterebbe una serie di sorvoli in vari momenti stagionali e vegetazionali.
Agnona
La località è già citata nel documento di acquisto, da parte di Guido di Biandrate, di vari beni valsesiani del 1070 (Mor 1933, VIII, p. 14), ma è ipotizzabile la presenza di una fortificazione solo dal diploma di Corrado III del 1140-41, in cui sono ricordate Rocca, Montrigone, Agnona e Seso "cum omnibus castris et villis" (Mor 1933, XIII, p. 25). Agnona è successivamente ricordata in vari documenti dal 1152 al 1247, anno successivo alla formazione del borgo franco di Seso.
Il Mor ricorda che "solo gli incastellamenti antecedenti al secolo XII, e continuatisi per il secolo seguente ebbero un'effettiva portata nella formazione di circoscrizioni territoriali, come s'è avverato anche per Agnona" (Mor 1960, p. 86) che appare più tardi legata al borgo di Seso come comunità autonoma col nome di Riparia di Agnona, comprendente Aranco, Foresto, Isolella e Doccio.
Del luogo "chiamato tuttora il castello [rimane] qualche rudere da cui appare essere stato più che un castello una torre d'avviso" (Ravelli 1924, I, p. 146).
I resti, coperti da folta vegetazione, sono stati schematicamente rilevati dalle ricognizioni a terra e hanno evidenziato tracce di un fabbricato a pianta quadrangolare, probabilmente la torre, chiuso da un recinto cui era annesso un fabbricato avente pianta rettangolare. Il complesso era, a quanto sembra, contornato, a quota leggermente più bassa, da un secondo recinto che seguiva i contorni dell'altura.
La tecnica costruttiva utilizza scheggioni di pietra locale a secco. Il rilevamento sommario, comunque suscettibile di approfondimenti e di verifiche, mostra un piccolo ma interessante impianto difensivo che occorrerebbe studiare in modo più ampio, e con metodo archeologico.
Torre aranco
Il luogo di Aranco è ricordato per la prima volta dai toponimici (de Auranchum) di alcuni valsesiani firmatari del giuramento dei patti stipulati dal Comune di Vercelli e dai conti di Biandrate nel 1217 (Mor 1933, XXIX, p. 73).
I documenti medievali tacciono sull'abit.... continua
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