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ORIGINI
Quando fu costruita la chiesa di Seccio?La chiesa attuale é la prima eretta nell'alpe?
Due domande a cui é impossibile rispondere con esattezza di dati e con documenti alla mano. Ci si deve accontentare di qualche ipotesi di don Pietro Ferri, parroco di Boccioleto dal 1942 al 1984, attento storico e profondo conoscitore del patrimonio artistico della Valsesia. Don Ferri e altri storici affermano unanimamente che la chiesa di Seccio è antichissima. Il Lana, dopo aver accennato alla tradizione di Sant'Agabio, II° Vescovo di Novara rifugiato al Seccio, dice: «Molti segni la indicano, se non di quell'età per certo antichissima, non che diversi arredi...». Il Tonetti riporta le parole del Lana.
Il Canonico Romerio in Arte in Valsesia avanti il '500, enumera la chiesa di San Lorenzo con altre chiese della Valsesia che «rimontano a una remota antichità» e «avanzi gloriosi delle prime chiese sorte in Valsesia». Il medesimo precisa meglio in Pievi e Parrocchie in Valsesia facendo risalire la costruzione di detto oratorio con San Marco di Varallo e San Giovanni al Monte di Quarona a prima del 1000. Questa é l'affermazione più precisa per quanto ancora molto vaga. Nell'archivio parrocchiale don Ferri sosteneva di aver trovato solamente una relazione dello stato della parrocchia che descriveva e definiva l'oratorio di Seccio «molto antico».
Più difficile è rispondere con sicurezza alla seconda domanda: se l'attuale è anche la prima chiesa oppure una ricostruzione o ampliamento di una più antica. Il Tonetti citando da un'antico autore anonimo, dice che S.Agabio II° Vescovo di Novara successo a S.Gaudenzio nel '417 «mentre infieriva ancora la persecuzione degli Ariani, vuolsisia ritirato nelle Alpi di Boccioleto dove si dice vi facesse erigere una piccola chiesa a S.Lorenzo, nell'alpe Seccio e che questo fosse il primo altare eretto in Valsermenza». Una memoria trovata tra le carte di Seccio nel 1802 dal Pievano Orsini dice che la chiesa «fu rifugio del IV vescovo di Novara per nome Pascenzio al tempo delle persecuzioni di Diosedro ed Euticheto dove egli dimorò lungo tempo ed eretta per ordine di S.Agabio II° vescovo di Novara». Il Romerio davanti a queste affermazioni rimane dubbioso se prestare fede, però aggiunse che «non si possono affatto trascurare» perché «in fondo alla leggenda si trova quasi sempre qualche parte di vero». In base a queste notizie la chiesa attuale, per quanto antica, non potrebbe essere la prima chiesa di Seccio.
L'ALTARE
Chi ha visto l'altare del 1945 dove rimanere perplesso. Dietro un controaltare fuori misura, un cassone di assi mal connessi e una mensa senza nessuna eleganza formavano l'altare.Il Romerio stesso lo dice «rozzo» ma non pensava, forse, che sotto c'era qualcosa di meglio. E questo meglio l'ha scoperto proprio don Ferri chiedendosi, come una chiesa così bella potesse avere un altare simile. Inoltre il buon don Pietro era convinto che l'altare di una chiesa consacrata non poteva es.... continua
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