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pagine 14 ..... boschi o coltivate a terrazze. Il destino di Seso, e del successivo borgofranco, fu determinato dalla sua specifica posizione: dare accesso alla Valsesia superiore e sorvegliare i transiti e i guadi del fiume Sesia. Quando la pieve di Seso, testimoniata come tale fin dai secoli precedenti il Mille, con diritto di battesimo e di sepoltura, fu centro ecclesiastico di un ampio territorio in Valsesia, sino ai confini con la Valsessera e il Cusio, appartenente alla diocesi di Novara, la comunità era organizzata in una curtis (corte) con una propria amministrazione ed economia aperta pure a scambi di mercato, collegata ad un dominio feudale (la contea di Biandrate).
L'antica strada “biandrina” dalla pianura alla Valsesia si snodava lungo un percorso segnato di rocche e di castelli: Sillavengo, Carpignano, Breclema (nei pressi di Gemme), Romagnano, Grignasco; a nord di Grignasco il castello di Robiallo, sovrastante Bettole; Montrigone, con un suo borgo dipendente ; Vanzone (sul colle dell'attuale chiesetta di Santa Maria) con un borgo sottostante, e la rocca di Roccapietra sorvegliavano in sponda sinistra i passaggi di uomini e merci da e per la pianura, garantivano la sicurezza delle mandrie e greggi transumanti.
Ma vigilavano pure su importanti strade d'accesso alla valle, forniti di armi e di soldati per la difesa e l'offesa. In sponda destra il castello Agnona, con l'avancorpo della torre di Aranco, controllava lo sbocco della Valsessera (terra vercellese) e la strada da Gattinara a Serravalle (pure vercellesi).
Era un sistema difensivo capillare e coerente, al centro del quale su un'altura di Seso si ergeva il castello tradizionale di Biandrate.
Sino ai primi anni del 1300 la storia valsesiana è più la storia di Biandrate: quando l'ingresso in Valsesia fu spartito tra due gruppi rivali della medesima famiglia. Robiallo e Vanzone toccarono a Guido e Umberto, fedeli a Vercelli ed alla Chiesa; Montrigone e Rocca ai figli del conte Gozio, già residente al castello di Seso, che trasportarono la loro sede a Varallo. Pertanto il comune di Vercelli nel 1246-47 intervenne per difendersi da eventuali attacchi dei conti del comune di Novara.
Poco a valle dell'antico Seso costituì un borgofranco, opportunamente fortificato, con una propria amministrazione e particolari privilegi.
Il nucleo originario del nuovo borgo (Borgo di Sesio o Borgo Franco, o di Seso negli “statuti di Novara” e nelle carte valessiane” studiate dal Mor) è in parte identificabile nella zona compresa tra l'attuale chiesa di S. Marta (ampliata sulla primitiva cappella) e la via Borgofranco, probabilmente inoltratesi verso la chiesa parrocchiale e congiunto a Seso fu solo un'addizione del già esistente borgo di castello, opportunatamente fortificato nel complesso. E' comunque storicamente accertato che i borghi franchi di Gattinara, Serravalle e Borgosesia furono istituiti dal comune di Vercelli, a monte della prima Rado il primo, e di Naula il secondo; a Seso la presenza del castello e.... continua
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