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pagine 7 Castello di Cisterna è un piccolo paese della
provincia di Napoli, sito a 40 mt. s.l.m., e si
estende, nella vasta piana nolana- acerrana
, su di una superficie di 3,97 kmq.
Le sue origini sono antichissime. Il poeta
Virgilio nel settimo libro dell’Eneide narra che
Turno, re dei Rutuli, dovendo respingere i
Troiani dal Lazio, si alleò con Ebalo re di
Capri , il quale aveva ampliato i suoi domini
lungo il fiume Sarno, sull’antica città di
Batulo e sul vicino castello di Rufrae, situato,
secondo lo scrittore latino, nell’agro-nolano,
più precisamente dove oggi sorge Castello
di Cisterna. Il castello ,il cui nome deriva
forse da quello di una antica famiglia
romana, e posto a difesa di antiche città
della Campania, fu completamente distrutto
durante le invasioni dei barbari.
Testimonianza di queste antiche origini fu il
ritrovamento, nel 1845 e poi nel 1854, di
scheletri di grosse proporzioni, , alcuni dei
quali riposti in sepolcri ornati con vasi e
colonne di creta, e di una lapide sepolcrale,
datata 200 a.c., ritrovata nel 1935 nel cortile
della canonica. Oggi purtroppo di questi
reperti ne rimane solo il ricordo riportato su
vecchi manoscritti.
Ma, le prime notizie, certe e documentate
risalgono all’anno 1134. A quel tempo
esistevano un ristretto numero di casolari
che occupavano la parte del paese oggi
denominata Pendino o Madonna delle
Grazie. Gli abitanti di allora erano dediti
all’agricoltura e all’estrazione e alla
lavorazione della pietra dalle cave (la pietra
denominata molare, era assai rinomata in
tutta la Campania ).
In quell’anno, Ruggero II , duca di Napoli
conte di Acerra, da in donazione alcune terre
nel casale di Cisterna al glorioso S.
Guglielmo di Vercelli, fondatore dell’insigne
monastero di Montevergine.
Qui fece costruire una chiesetta e un piccolo
monastero per se e per i suoi monaci ,
corredato da una biblioteca, la quale si
arricchì negli anni di molti rari e pregiati
manoscritti, acquisendo una certa celebrità.
La chiesa e il monastero sorgevano allora
fuori dell’antico abitato, nel luogo ancora
oggi denominato Montevergine . E fino a
poco più di cento anni fa, si potevano ancora
ammirare i ruderi della chiesa , e le antiche
pitture che ne adornavano le pareti.
I monaci rimasero a Castello di Cisterna
sino al 1292, anno in cui abbandonarono il
casale a causa dell’aria poco salubre per le
molte acque stagnanti delle vicine paludi, e
perché <
passeggeri, e alle molestie dei soldati >>. Si
trasferirono a Marigliano dove costruirono un
più grande monastero, oggi sede del
palazzo municipale. Ancora oggi una lapide
nel cortile del palazzo ricorda quel
trasferimento.
Cessato il potere dei monaci, .... continua
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