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pagine 15 Per un soldo d'oro un pezzo di terra venduto nel 758 da Gunderada a Edelberto
Da un articolo di Giacomo Coperchini pubblicato su Libertà di domenica 6 settembre 1987
Nelle varie pubblicazioni fin qui apparse, si ripete spesso che il primo documento relativo a Carpaneto Piacentino è dell'anno 815 e che si riferisce ad un bosco, posto tra Mosa e Paperia e contiguo ad una "Silva Arimannorum", venduto al Vescovo di Piacenza Podone da Gausoaldo, figlio di Gautperto, abitante a Paretis.
Ciò non corrisponde al vero per tre motivi:
a) Il primo documento relativo a Carpaneto Piacentino è dell'anno 758.
b) Carpeneto, in documenti coevi all'815, è chiaramente indicato come "curtis".
c) Il bosco detto Carpaneto "silva ubi dicitur Carpenetus" è riferibile, come indica la "silva Arimannorum", al limes longobardo-bizantino prima della conquista della Liguria da parte di Rotari verso il 641.
Elementi toponomastici potrebbero identificare "Carpenetus" con Carpaneto di Casanova di Bardi, dove sono pure presenti Pareto - Paretis e Moia - Mosa.
Dal Codice Diplomatico longobardo dello Schiapparelli risulta che a Piacenza, nel 758, Gunderada, donna vivente secondo la legge romana, moglie di Donnino e figlia del fu Godeberto, cede ad Edelberto, figlio di Lorenzino, per un soldo d'oro, mezzo tremisse e un pezzo di terra in Carpeneto (Carpaneto Piacentino), la porzione di terreni che possiede in Furtiniaco ed in Mocomeria.
Il pezzo di terra in Carpaneto è posto in territorio piacentino, "in territorium piacentinum".
Il contratto è scritto da prete Peredeo, che forse è lo stesso personaggio che è presente, trentatré anni dopo, in un contratto che tratta ancora di Carpeneto e Fortiniaco.
Fortiniaco, come toponimo, è scomparso, ma era certamente nella zona di Carpaneto, come risulta da altri documenti.
Mocomeria, anche se non lo si può escludere a priori, è difficilmente identificabile con Monomero o Macomero di Castelletto di Vernasca, dato il suo legame con Fortiniaco e Carpaneto.
Nelle Carte Private della Cattedrale di Piacenza di P. Galletti, si legge che nel 791, Lupone, figlio di Teudualdo, che abita a Carpeneto, in territorio piacentino (finibus placentina), permuta dei terreni con il conte Aroin.
(Il conte Aroin non è conte di Piacenza, perché ancora nel 796 e 802 la nostra città è retta dal "gastaldo" Aidolfo di nazionalità longobarda).
Lupone cede 19 iugeri e 3 pertiche di terra in Carpaneto; in cambio il conte Aroin gli dà 13 iugeri di terra in Fortiniaco, 5 pertiche di prato in Albareto e pareggia i 6 iugeri rimanenti con 20 soldi.
L'atto è rogato a Carpeneto.
Intervengono, come testimoni, Peredeo che sa scrivere (e quindi può essere il prete del documento precedente), Gisone di Rimiliascho, Donusdei, che era stato monedario e Grimoaldo di Missiano.
Rimiliascho e Missiano ci confermano, senza possibilità di equivoco, che il documento si riferisce a Carpaneto Pia.... continua
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