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pagine 1 Il luogo fu, in antico, feudo della Chiesa di Vercelli, successivamente dei conti di Biandrate fino al 1179, quando, per la politica di controllo della strada per la Valsesia, passò al Comune di Vercelli che ne concesse l'investitura a molte importanti famiglie, fra le quali quelle degli Avogadro e dei Tizzoni. "Quando Albano si trovava sotto la dominazione del Comune di Vercelli era certamente circondato da uno spalto e da un fossato, lungo il quale venivano piantati cespugli spinosi" (Ordano1966). Nel secolo XIV dovette svilupparsi un vero e proprio castello di cui si scorgono ancora le merlature a coda di rondine inglobate nelle opere murarie di sopraelevazione, probabilmente del secolo XV, fatte eseguire da Uberto di Albano (Ordano 1966). Secondo alcuni studiosi (Cenisio 1957, p. 63) il castello attuale sarebbe stato costruito sulla pianta di un più antico abitato fortificato, ma altre considerazioni (Conti 1977, p. 134; Avonto 1980, p. 80) fanno ritenere tale fatto poco probabile. Alcune altre notizie sullo stato del fabbricato nel 1671 (Rosso 1986, pp. 25-26), e in particolare l'esistenza di case rovinate fuori dal castello &laqno;verso mattina», potrebbero attestare l'esistenza di un abitato a ridosso del perimetro fortificato. Anche il Conti (Conti 1977, p. 134) intravede nelle murature delle case ad un centinaio di metri ad occidente del castello le particolari strutture delle cellule tipiche dei ricetti della zona; e la Viglino Davico (Viglino Davico 1979, p. 62) afferma la presenza di murature medievali nella zona orientale dell'abitato, prossima al castello. L'esistenza di un ricetto, allo stato attuale delle conoscenze, non è però documentabile. Il muro di cinta del giardino è di recente costruzione. Dell'antico castello restano il torrione d'ingresso a pianta quadrata con garitta cilindrica, datato intorno alla metà del XV secolo, e alcuni tratti delle cortine. Lo stato di conservazione di quanto rimane appare complessivamente soddisfacente.
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