Plesio
Comune di Plesio

Scheda tecnica

LOMBARDIA Provincia: Como
Regione: LOMBARDIA
Superficie: 17 Km2
CAP: 22010 | Pref.Tel: 0344
Zona Geografica: Italia Nord-Occidentale
Tipo di Territorio: Montagna interna
Latitudine :
Longitudine :
Altre info Altezza s.l.m: 571 mt • Zona climatica: E • Gradi gg: 2880 • Indirizzo: FR CALVESEGLIO 29 • Cod Istat: 13185 • Cod Catasto: G737 • Sito Web: http://www.plesio.com/ Abitanti

Località di questo comune

Nome Cod Località Cap Prefisso Longitudine Latitudine
BREGLIA 1002 22010 0344 46° 3' 23'' 4 9° 14' 0'' 60
PLESIO 1003 22010 0344 46° 2' 58'' 20 9° 13' 32'' 16
IL PIAZZO 2001 22010 0344 46° 2' 1'' 68 9° 13' 55'' 92
SAN ROCCO 2002 22010 0344 46° 2' 11'' 4 9° 13' 38'' 64
BARNA 1001 22010 0344 46° 2' 11'' 4 9° 13' 2'' 64
Nome Cod Località Cap Prefisso Latitudine Longitudine

I dati riportati in queste tabelle provengono da fonti ufficiali e sono stati reperiti da Metropolis. Metropolis non si assume nessuna responsabilità, per la correttezza e l'aggiornamento dei dati riportati.

Telefoni/fax/


Tipo telefono/fax Ufficio Data u.m.
Fax 0.......2 Centralino 02/02/2006
Tel 0.......5 ragioneria e contabilita 02/02/2006
Tipo Numero/indirizzo Ufficio Data u.m.


E-mail

Email Ufficio Data u.m.
c.......@.......m generica 13/12/2002
i......@......m informazioni informa giovani URP 23/06/2006
s............@............t sindaco 16/02/2012
a.............@............t anagrafe elettorale demografico stato civile 16/02/2012
r..............@.............t ragioneria e contabilita 16/02/2012
u................@...............t ufficio tecnico edilizia 16/02/2012
Email Ufficio Data u.m.

Enti sovra-comunali

CM Alpi Lepontine

Descrizione:
Nessuna descrizione:
Tipologia: Comunita Sigla: CO

La storia

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http://www.larioonline.it/territorio/centrolago/italiano/plesio.html Si passa dalla preistoria, quando il territorio ricco di selvaggina, ospitava bande di cacciatori nomadi che vivevano in grotte o capanne di legno, ad una storia segnata dall'afflusso di popolazioni celtiche e, si ipotizza, dalla venuta di coloni greci portati dai romani al tempo di Giulio Cesare, che iniziarono a dissodare i pendii del Monte Grona. Sorti quasi tutti dopo il Mille, sui monti liberati dai boschi e imbrigliati da ciclopici muri per creare fertili terrazzi utili all'agricoltura, i nostri villaggi montani ancora alla fine dell'800 si presentavano come delle vere e proprie fortezze. Gli ingressi dei paesi erano generalmente tre: una strada giungeva da un vicino villaggio, una seconda usciva dal lato opposto per proseguire verso un altro, una terza saliva ai monti. L'imbocco dell'abitato, posto tra due case, veniva sbarrato alla sera da portoni di legno, alti due metri, con un grosso catenaccio, per impedire ai lupi affamati e ai malintenzionati di entrare. Le viuzze interne dei borghi erano assai strette e oscure. Per lo più acciottolate, lastricate solo dove si disponeva di piode, con un canale laterale lungo il quale colava il liquame che usciva dalle stalle, quando vi stazionava il bestiame. Le case, addossate l'una all'altra, costruite con pietre di torrente legate da poca calce, con tetti piodati, a volte coperti da paglia compressa. Intonacate erano la chiesa, la scuola e le case padronali che recavano decorazioni e pitture con motivi religiosi. Oggi, pur con le necessarie migliorie apportate al sistema viario e alle strutture urbane, molti di quei valori, fortunatamente, sono rimasti a testimonianza del passato. Gli stemmi su alcuni portali, recanti la data dell'edificazione e il simbolo riferito al casato ci ricordano le famiglie più importanti (a Plesio: i Saglio, i Bertarelli, i Fiocchi, i Petazzi; a Barna: i Bolza, i Polti-Petazzi, i Manzi; a Ligomena i Todeschi e a Logo i Canevali) e i diversi periodi storici (dal sec. XIV al XIX) caratterizzati dalla presenza di spagnoli, francesi e austriaci. Le chiese, poi, con meravigliosi altari intarsiati e tele policrome, gli affreschi dei madonnari, gli oratori e le numerose cappelle poste ai margini delle antiche mulattiere, documentano in modo straordinario la religiosità dei degli abitanti. E poi, ancora, reperti plasmati nella roccia: le preistoriche "coppelle" e la tomba tardoromana del VI sec. d.C. di Breglia, il masso avello di Calveseglio (II sec. d.C.), la "Colonna della Peste", che porta inciso l'anno 1649, situata sul sagrato della parrocchiale di Plesio. Non ultimi, i lavatoi e le fontane pubbliche del secolo scorso, presenti in tutte le frazioni e ancora ottimamente funzionanti, "documenti" unici di uno spaccato di storia giunta, senza traumi violenti, alle soglie del 2000.


Il paese ricco di boschi, pascoli e acqua pura, si affaccia sul centro-alto Lario e sul ramo di Lecco dominato dalle Grigne. La ricca fascia boschiva è composta da castagneti, roveri, carpinie, noccioli, ciliegi selvatici, tigli, faggi. Fra gli arbusti troviamo invece, il ginepro, il biancospino e il mirtillo. La ricca flora che colora il sottobosco e i pascoli alpini comprende più di cento generi ed un migliaio di specie fra cui diverse hanno proprietà medicinali e farmacologiche con frutti nutritivi, rinfrescanti, lassativi e calmanti. In questo territorio vivono volpi, marmotte, tassi e ricci. In punti più alti è possibile incontrare cervi, caprioli, camosci e cinghiali. Il passero, il pettirosso, il fringuello, l'aquila reale, il nibbio e molti altri abitano ancora questi monti. Magnifici panorami caratterizzano l’insieme di frazioni che compongono il comune. Plesio, Il borgo che ha attribuito il nome all’intero paese, si trova sul Monte Grona a 595 metri d’altezza. È caratterizzato da una struttura medievale evidenziata dalle strette stradine che si snodano fra le case che ancora mostrano stinti affreschi di carattere religioso e portali recanti gli stemmi, scolpiti nel granito, delle famiglie che vi abitarono. Da uno di questi blasoni è stato ricavato lo stemma del Comune. La sede amministrativa, le scuole, la posta, la biblioteca e l’ambulatorio medico, sono a Calveseglio, frazione posta a 561 m. di quota in posizione centrale rispetto alle altre. Il nucleo urbano più popolato è Ligomena che ha mantenuto le antiche caratteristiche di centro agricolo d’inizio secolo e, a poca distanza dall’abitato, è ancora visibile ciò che rimane della cava di marmo da dove si estraeva un pregiato marmo con striature rosse. Breglia è invece la frazione più elevata, qui passava la variante alta dell'antica Via Regina ed inoltre, vi sono stati ritrovati misteriosi e indecifrabili "coppelle" ed una tomba tardo romana databile al VI sec. d.C. Logo e Piazzo, attraversati da tortuosi e angusti vicoli acciottolati, sono collegati con Plesio, Breglia e Santa Maria Rezzonico dalla vecchia Via Regina, infine troviamo Barna, borgo d’origine spagnola che dalla sua posizione domina la Val Menaggio e la Val Sanagra. Data la sua posizione geografica e la presenza di un clima mite, Plesio si è sempre prestata come luogo favorito per l’insediamento umano. Inizialmente ospitò bande di cacciatori nomadi che abitavano in grotte o capanne di legno, con i romani si ebbe un afflusso di popolazioni celtiche che iniziarono a dissodare i pendii del Monte Grona. È luogo ideale per soggiorni di bambini, anziani e famiglie. La presenza d’infrastrutture pubbliche quali il Centro Civico polivalente e la palestra rendono questo comune un luogo di particolare interesse. Punto di partenza per escursioni sia estive che invernali, di particolare interesse naturalistico sono le passeggiate che attraversano la Valle Sanagra, costituita dall’omonimo bacino e le sorgenti del " troi " da dove sgorga l’acqua Chiarella. In aggiunta agli itinerari sopra citati ci sono il “Sentiero delle 4 Valli" e la "Via dei Monti Lariani". La ricettività alberghiera si presenta adeguata, anche sotto il profilo gastronomico; l'Hotel Samaver offre una prestigiosa cucina internazionale, mentre presso l'albergo Breglia si possono gustare piatti tradizionali. Manifestazioni Il comune, in collaborazione con la Pro Loco, il Gruppo Alpini, i Cacciatori di Plesio ed altre associazioni, nell’arco dell’anno, organizza numerose manifestazioni registrando una forte presenza di volontariato. Questi appuntamenti sono divenuti irrinunciabili sia per gli abitanti che per i villeggianti. Fra le manifestazioni più importanti ricordiamo: · Festa di San Sebastiano frazione di Logo (20 gennaio). · Festa del Ginèe frazioni Barna, Breglia e Plesio (31 gennaio). Durante questa manifestazione si bruciano su un gran falò i fantocci raffiguranti il Ginèe. · Festa della Candelora frazione di Breglia (I° domenica di febbraio). · Processione Solenne frazione di Barna (3° domenica di luglio). processione solenne con la statua della Madonna del Carmine e l'incanto dei canestri · Festa a San Amate (I° domenica d’agosto). · Fiera degli Uccelli (29 agosto). · Festa Grande al Santuario della Madonna di Breglia frazione di Breglia (4° domenica d’agosto). · Festa parrocchiale della Madonna del Rosario Plesio (I° domenica d’ottobre). · Festa patronale di San Fedele (29 ottobre). Da visitare: Chiesa di San Fedele La parrocchiale risalente al XVI secolo fu modificata a più riprese. All’interno conserva una cospicua ed interessante dotazione d’affreschi dedicati a S. Fedele, dipinti da D. Beghé e C. Andreani nel 1909. Fra gli ostensori e gli arredi sacri ricordiamo invece, un organo Carnisi del 1846. Chiesa di San Gregorio Magno Frazione Breglia Quest’interessante parrocchiale ricostruita nel 1873, conserva alcuni oggetti provenienti dall'edificio preesistente del XVI sec. Santuario della Madonna Frazione Breglia La chiesa è collocata a 785 metri d’altezza in posizione molto panoramica. Qui, da oltre due secoli, è custodita una statua della Madonna scolpita nel marmo, oggetto di venerazione. Fu portata da Genova nel 1740, da un Tatti di Breglia, fu custodita in un modesto oratorio fino al 1777, quando fu avviata la costruzione dell'attuale edificio. La strada ciottolata che conduce al santuario è affiancata da 14 "stazioni" di granito racchiudenti ciascuna un dipinto su rame raffigurante "I Misteri del Rosario". Chiesa di Santa Maria Maddalena Frazione Barna Sorge al centro del piccolo abitato, dove fu eretta parrocchiale nel XVII secolo. L’interno, a navata unica con tre cappelle laterali, conserva, oltre ai vari dipinti di scuola lombarda, un prezioso crocifisso ligneo del seicento, un organo (Carcano) del 1851 e un altare in legno dorato del 1886. La piazza sulla quale si affaccia ospita al centro una bellissima fontana donata dalla nobile famiglia Manzi. Oratorio di San Bernardo Frazioni Ligomena Fu eretto nel XVII sec. per merito dei "frazionisti" locali. Inizialmente era dedicato a San Barnaba Oratorio di San Rocco Frazioni Ligomena Sorge ai confini della parrocchia di Plesio e quella di Barna. Fu eretto, secondo la tradizione, in occasione della pestilenza del 1648/49 che funestò la valle. Oratorio di San Sebastiano Frazione Logo Situato ai margini della frazione Logo. Si ritiene essere il più antico degli oratori della parrocchia. Il Masso avello Frazioni Calveseglio È stato ritrovato nel 1908 in località Passèra. La tomba, risalente al II secolo d.C., sarà oggetto di un prossimo intervento per la sua valorizzazione. L’amministrazione comunali s’impegnerà ad inserire il reperto in un itinerario archeologico-turistico che interesserà varie frazioni.

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Dati anagrafici

1996
2000
2003

Arte Musei e cultura

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