Pietra-Ligure
Comune di Pietra Ligure

Scheda tecnica

LIGURIA Provincia: Savona
Regione: LIGURIA
Superficie: 10 Km2
CAP: 17027 | Pref.Tel: 019
Zona Geografica: Italia Nord-Occidentale
Tipo di Territorio: Collina litorale
Latitudine :
Longitudine :
Altre info Altezza s.l.m: 3 mt • Zona climatica: C • Gradi gg: 1285 • Indirizzo: PIAZZA MARTIRI DELLA LIBERTA' 30 • Cod Istat: 9049 • Cod Catasto: G605 • Sito Web: http://www.comunepietraligure.it/ Abitanti

Località di questo comune

Nome Cod Località Cap Prefisso Longitudine Latitudine
PIETRA LIGURE 1001 17027 019 44° 9' 14'' 4 8° 17' 15'' 36
RANZI 1002 17027 019 44° 9' 21'' 96 8° 15' 49'' 32
Nome Cod Località Cap Prefisso Latitudine Longitudine

I dati riportati in queste tabelle provengono da fonti ufficiali e sono stati reperiti da Metropolis. Metropolis non si assume nessuna responsabilità, per la correttezza e l'aggiornamento dei dati riportati.

Telefoni/fax/


Tipo telefono/fax Ufficio Data u.m.
Fax 0.......7 Centralino 02/02/2006
Fax 0.......4 ragioneria e contabilita 02/02/2006
Fax 0.......6 vigili polizia locale 30/09/2006
Fax 0.......0 sindaco 30/09/2006
Fax 0.......6 ufficio tecnico edilizia 30/09/2006
Fax 0.......6 informazioni informa giovani URP 30/09/2006
Fax 0........8 tributi 30/09/2006
Tel 0.......8 ragioneria e contabilita 02/02/2006
Tel 0.......1 Centralino 02/02/2006
Tel 0.......9 vigili polizia locale 30/09/2006
Tel 0.......1 sindaco 29/10/2008
Tel 0.......5 sociale assistenza 30/09/2006
Tel 0.......8 messi 30/09/2006
Tel 0.......3 cultura scuola istruzione musei 30/09/2006
Tel 0.......9 biblioteca 30/09/2006
Tel 0.......9 salute sanita 30/09/2006
Tel 0.........7 generica 29/10/2008
Tipo Numero/indirizzo Ufficio Data u.m.


E-mail

Email Ufficio Data u.m.
s...............@..............t segreteria 30/11/2004
a..............@..............t direzione affari generali 30/11/2004
a..............@.............t anagrafe elettorale demografico stato civile 30/11/2004
a..................@.................t protocollo archivio 30/11/2004
a.................@................t generica 30/11/2004
b...............@..............t biblioteca 30/11/2004
c...............@..............t generica 30/11/2004
g..............@..............t artigianato commercio 30/11/2004
e..............@.............t ufficio tecnico edilizia 30/11/2004
i............@...........t CED informatica statistica 30/11/2004
u..................@..................t paghe personale 30/11/2004
p...............@..............t protocollo archivio 30/11/2004
r...............@..............t ragioneria e contabilita 30/11/2004
u...........@...........t informazioni informa giovani URP 30/11/2004
s.................@.................t sociale assistenza 30/11/2004
s................@...............t anagrafe elettorale demografico stato civile 30/11/2004
t.............@.............t tributi 30/11/2004
t.............@.............t turismo 30/11/2004
l................@...............t sindaco 30/11/2004
v...............@...............t segreteria 30/11/2004
r...............@..............t generica 29/10/2008
Email Ufficio Data u.m.

Enti sovra-comunali

CM Pollupice

Descrizione:
entroterra ricco di valli boscose accomunate dalla presenza di un gran numero di grotte, originate dall’azione erosiva dell’acqua entro la roccia di natura calcarea che caratterizza il territorio. Grotte nelle quali sono stati rinvenuti numerosi reperti archeologici risalenti a epoche preistoriche, che hanno reso il territorio della Comunità Montana Pollupice uno dei più importanti siti archeologici a livello europeo. Ma l’area del Pollupice si sta affermando anche per le sue caratteristiche naturali, a iniziare dalla ricchezza di sentieri e itinerari che offrono al turista la non comune opportunità di compiere escursioni a piedi, a cavallo o in mountain bike in uno scenario suggestivo, ideale per chi vuole praticare sport all’area aperta a diretto contatto con la natura. Inoltre, non si può dimenticare che l’area del Finalese offre palestre di roccia per arrampicata sportiva altamente qualificate e molto frequentate da sportivi provenienti dall’Italia e dall’estero. Il susseguirsi delle vicende storiche ha poi lasciato profonde tracce nel territorio influenzando l’assetto di molti centri storici e caratterizzando il territorio con chiese e castelli, di modo che spesso si ha quasi l’impressione che il tempo si sia fermato. Anche la produzione agricola si basa tuttora su colture che nel territorio esistono da tempo immemorabile: l’ulivo e la vite. Oggi però l’olio d’oliva e i vini che si producono in zona godono del riconoscimento dei marchi più qualificati a livello europeo, e possono davvero definirsi il fiore all’occhiello dell’economia locale. Le caverne delle preistoria Nel territorio della Comunità Montana Pollupice il fenomeno del carsismo e la situazione orografica hanno determinato la formazione di numerose cavità, alle quali si deve l’eccezionale concentrazione di siti preistorici. La presenza dell’uomo in queste zone è antichissima e comprende le età che vanno dal Paleolitico all’età del Ferro. Numerosi sono i siti che testimoniano la presenza dell’uomo di Neandertal: a Toirano la Grotta del Colombo e quella di Santa Lucia hanno restituito numerosi reperti, anche se è nel Finalese che si trova il panorama più ricco. Elencare tutti i luoghi che testimoniano la presenza dell’uomo di Neandertal sarebbe troppo lungo; merita però ricordare due ampie cavità dell’Altopiano delle Manie, la Caverna delle Fate e la Grotta dell’Arma; la prima, importantissima, per aver restituito anche resti umani, la seconda per essere stata un vero e proprio accampamento periodico degli antichi cacciatori. Pochi sono i siti attribuibili al Paleolitico superiore, ma uno fra tutti è importantissimo a livello europeo: si tratta della Caverna delle Arene Candide, dalla quale proviene la celebre sepoltura del giovane cacciatore con la cuffia di conchiglie forate. Reperti del Neolitico sono stati ritrovati nelle Caverne delle Arene Candide e dell’Aquila. Per la più recente età del Ferro si ricordano le ampie aree su tutto il territorio dove sono state rinvenute ceramiche e il villaggio fortificato chiamato “Villaggio delle Anime” sulla Rocca di Perti. Molti dei reperti ritrovati nelle caverne sono conservati nel Civico Museo del Finale, che ha sede nei Chiostri di Santa Caterina a Finalborgo. Il museo, oltre a conservare reperti preistorici, ha anche sale dedicate alla geologia del territorio e testimonianze provenienti dall’età romana, medievale e moderna. Testimonianze del periodo romano La vittoria del console Lucio Emilio Paolo, nel 181 a.C., sulle popolazioni liguri della Sabazia e dell’Ingaunia segnò il definitivo dominio romano nel territorio del Pollupice. La romanizzazione della zona fu comunque graduale e si concluse solo intorno alla metà del I secolo a.C. Tra le numerose tracce del periodo romano la più rilevante nel territorio del Pollupice è il tratto del percorso della via Julia Augusta situato in Val Ponci, nell’entroterra di Finale Ligure, dove si trovano cinque ponti di cui tre ancora in buono stato. Questa strada del 13 a.C. collegava l’area padana alla Francia Meridionale, e fu di importanza rilevante per il territorio anche perché contribuì allo sviluppo di centri come Perti, Calvisio, Ranzi ecc. posti nell’entroterra lungo il suo tracciato; ma l’influenza della via Julia Augusta si fece sentire anche sui borghi della costa come Loano, Finale e Pietra Ligure. Altre testimonianze dell’epoca romana si riscontrano nelle necropoli di Isasco, nel Finalese, in quella romana e tardo antica di Perti e nel mosaico ora conservato nel Palazzo comunale di Loano. Testimonianze del medioevo Il medioevo ha senza dubbio caratterizzato buona parte dei centri storici del Pollupice. Molti di questi conservano l’aspetto originario, come ad esempio l’antica repubblica marinara di Noli, il centro storico di Finalborgo fatto erigere dai Del Carretto, o ancora il centro di Tovo San Giacomo, che conserva anche un ponte a tre arcate costruito sul Maremola. Altre località invece, benché di origine medievale, di questo periodo conservano testimonianza solo nei resti dei castelli che ne sovrastano i centri storici: è il caso di Spotorno, Feglino, Finale Ligure, Pietra Ligure e Varigotti. Non mancano importanti monumenti come ad esempio la chiesa di San Giovanni Battista a Bardino Vecchio, col campanile di architettura gotica basso e massiccio, il bel campanile della chiesa di San Cipriano a Calvisio Vecchio – il più antico fra quelli conservati nel Finale – e la chiesa di San Michele a Giustenice, un tempo cappella dei Del Carretto, posta vicino ai ruderi del castello e a una necropoli medievale. I castelli Molti dei castelli situati nel Pollupice hanno subito rimaneggiamenti e distruzioni a seguito delle vicende storiche del territorio. Restano di notevole importanza quelli appartenuti o fatti costruire dalla famiglia dei Del Carretto, marchesi del Finale. Si ricorda il castello di Balestrino, in ottimo stato e ancora di proprietà della famiglia, e Castel Gavone, la residenza-fortezza carrettesca per eccellenza: eretta da Enrico II Del Carretto sopra Finalborgo nel XII secolo, comunica ancora oggi una sensazione di potenza benché della struttura originaria non rimangano che rovine, ad eccezione della Torre del Diamante in pietra sfaccettata a bugnato. Ai Del Carretto si deve anche la trecentesca fortezza di Castelfranco a Finalmarina, successivamente passata agli Spagnoli che ne fecero la struttura principale del loro dominio finalese. Al periodo del dominio spagnolo appartiene l’imponente Castel San Giovanni, ancora a Finale, parte del possente sistema fortificato messo a punto dagli Spagnoli dopo l’acquisizione del marchesato dei Del Carretto nel 1598. Il castello di Loano fu fatto invece costruire dalla famiglia genovese dei Doria, la quale contribuì alla realizzazione della maggior parte dei monumenti pubblici di questa località. Il castello si eleva in posizione panoramica e deve il suo aspetto di palazzo rinascimentale ai rimaneggiamenti dei secoli XVI-XVII. Ai piedi del castello sorge il borgo, che conserva ancora l’impianto medievale. Infine, merita un accenno il castello di Borghetto Santo Spirito, costruito nella seconda metà del XIX secolo a imitazione di un castello medievale. Cinto di mura, con torri e merlature, è circondato da un immenso e lussureggiante parco. TOVO SAN GIACOMO - Museo dell'orologio da torre Tovo San Giacomo è un tranquillo centro situato alle spalle di Pietra Ligure, punto di partenza per escursioni nell'entroterra circostante. Nella frazione Bardino Nuovo si trova il Museo dell'Orologio da Torre, il primo in Italia nel suo genere, che ospita la collezione della Fabbrica Orologi Bergallo, i cui componenti furono artigiani "oriuolai" fin dal 1800. Nelle sale del museo, ospitato nel vecchio palazzo comunale, sono raccolti pezzi di orologeria monumentale dal 1700 ai giorni nostri. Accanto agli orologi sono esposti perni, pignoni, lancette interamente fucinati a mano, pesi, lancette, foto e documenti d'epoca ed un video in cui l'ultimo orologiaio, Giovanni Bergallo, racconta la storia della fabbrica e della sua famiglia. La visita è guidata e dura circa 45 minuti. Sono a disposizione dei visitatori stranieri dettagliate descrizioni di tutte le sale in inglese, francese e tedesco. RIALTO - Museo della civiltà contadina Ogni anno nel mese di luglio Giustenice – borgo di antichissime origine situato a circa cinque chilometri da Pietra Ligure – celebra un avvenimento della sua storia locale: la conquista del castello nel 1448 da parte dei genovesi che combattevano contro le truppe del marchese Giovanni Del Carretto. La celebrazione dell’evento si svolge con una rievocazione storica che comprende anche il Palio dei Carri, così chiamato perché dal “carro” (insegna della casata dei Sassoni) derivano sia il nome che lo stemma dei Del Carretto. Al palio partecipano le contrade del paese, ognuna nel suo tipico costume, che si sfidano in una corsa spingendo pesanti carri a due ruote.
Tipologia: Comunita Sigla: SV

CM Medio Vastese

Descrizione:
Nessuna descrizione:
Tipologia: Comunita Sigla: CH

parco regionale Adda sud

Descrizione:
Il Parco dell'Adda Sud si estende lungo il basso corso dell'Adda, tra Comazzo e Rivolta d'Adda a nord e Castelnuovo Bocca d'Adda a sud. In questo tratto l'Adda acquista definitivamente il carattere di fiume di pianura e attraversa territori a connotazione prevalentemente agricola, con presenza di boschi naturali e seminaturali a distribuzione frammentaria e colture legnose (pioppeti). Gli ambienti più preziosi del Parco sono le residue zone umide, mentre le aree boscate in buone condizioni sono abbastanza scarse. Il corso del fiume, in alcuni tratti, mostra ancora caratteristiche ambientali e paesaggistiche di grande pregio e sono presenti numerose spiagge fluviali non degradate.Oltre che nella Riserva naturale "Adda Morta", le zone umide di maggior rilievo si rinvengono all'interno delle numerose Aziende faunistico-venatorie: particolarmente preziosi gli ambienti umidi costituiti dalle morte della Zerbaglia, alimentate e mantenute in vita con canali di ossigenazione nell'ambito dell'omonima Azienda faunisti co-venatoria, dove è presente la più importante garzaia del Parco. Entro il perimetro del Parco sono locati i nuclei abitati di 9 comuni, tra i quali il più consistente conta circa 7000 abitanti; vi si trovano inoltre molti nuclei sparsi e case isolate. Dati geografici Superficie: 24.260 ha Caratteristiche altimetriche: h min 36 m slm - h max 110 m slm
Tipologia: Parco Sigla: LO

La storia

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Cenni storici Pietra deve il suo nome all’antico castello, che si ergeva imponente sullo spuntone di roccia, esposto a Nord-Est, dominando la bella baia, la costa, e le colline circostanti. Il Castrum Petrae (il castello di Pietra), aveva costituito nel VII-VIII secolo, con molta probabilità, il limes, ovvero il confine, l’ultimo baluardo del territorio romano-bizantino, posto a difesa del progressivo estendersi dello stanziamento longobardo. I resti del castello sono tuttora visibili, sia pure nella forma che assunsero dopo i profondi rimaneggiamenti operati nel Cinquecento, e nei periodi successivi. Oggi alcuni ambienti, riportati alla struttura originaria in pietra e mattoni dell’età medievale, con le belle volte a vista, sono sede di noti ristoranti. Il Castello in due diverse visuali L’insediamento umano, nella zona, risale tuttavia al periodo neolitico, come è attestato dai reperti archeologici recuperati nelle caverne del monte Trabocchetto, poco distanti dall’odierno abitato: in queste caverne sono stati rinvenuti alcuni attrezzi e tracce di focolare. Altre testimonianze, nella stessa zona, sono riferibili ad epoche successive: in particolare si segnala una tomba a carro riportabile all’età del ferro. I reperti più numerosi appartengono però all’età romana. Gli Ingauni-Liguri, abitanti in quella zona, resistettero a lungo ai tentativi di sottomissione da parte dei romani, giungendo perfino ad allearsi con i Cartaginesi, nel corso della II guerra punica. La battaglia del 181 A.C., durante la quale i romani sconfissero i Cartaginesi, combattuta nei pressi del Capo Caprazoppa, costò assai cara agli abitanti della zona: la testimonianza di Tito Livio, indica nel numero di 15.000 soldati le loro perdite. Dopo questo episodio inizia il lungo periodo di sottomissione ai romani. Tuttavia l’insediamento di Pietra e della Val Maremola, alle sue spalle, non doveva essere rilevante come quelli di Vado o di Albenga, posti uno a Levante e l’altro a Ponente. Risale però certamente a quel primo periodo di controllo militare romano la costruzione di un Castrum, un fortilizio. Sopra, in senso orario: strumenti preistorici in selce; anfora romana nell'Oratorio dell'Annunziata; ricostruzione di una tomba a carro. Reperti di epoca romana. Il ritrovamento di monete del I e II secolo D.C. indicano tuttavia con certezza l’avvenuta costituzione di un centro abitato, che alla fine di quel secolo fu coinvolto dalla progettazione del proseguimento della via Aurelia, fino alla costa della Provenza. Infatti attraversando il territorio di Pietra, si collegava con i due centri romani più vicini e più importanti di Vado e di Albenga. Ne conseguiva un notevole impulso all’attività economica e al suo sviluppo. Intorno al castello di Pietra, in età longobarda, cominciò a svilupparsi il borgo medievale, posto quasi alla foce del torrente Maremola e ai piedi del colle del Trabocchetto: questo costituendo una naturale difesa dai venti, conferiva alla costa un clima mite, tipicamente mediterraneo, favorevole alla coltivazione di cereali e ortaggi. Pietra divenne così un territorio ambito, nella successiva età feudale, dai Marchesi del Carretto, Signori di Finale, e dal Vescovo di Albenga, che riuscì infine ad averla in suo potere. E’ a questo periodo che risale il cosiddetto Borgo Vecchio, intorno al Castello fortificato, seguendo un ben preciso piano urbanistico costituito da cinque vie parallele alla linea della costa, intersecate da alcuni stretti vicoli. Resti medioevali Nel XII secolo, il Vescovo di Albenga si adoperò per ricostruire il Castello: alcune tracce sparse di quella ricostruzione sono tuttora visibili nel complesso dei successivi rimaneggianti. A quell’epoca appartiene il Borgo Medievale, di cui restano ancora alcune significative testimonianze,sebbene inglobate nei successivi riadattamenti, ma che tuttavia hanno mantenuto l’impianto del tessuto urbano medievale. In questo periodo la cittadina si estende verso Sud-Ovest, dando origine al Borgo Nuovo. GENOVA SIGNORA Alla fine del XIV secolo, il Papa Urbano VI cedette Pietra e parte del circondario, comprendente Borgio Verezzi, Giustenice e alcuni altri appezzamenti, al dominio di Genova, che conservò il territorio, inserendolo successivamente nel territorio della Repubblica, fino all’annessione con il Regno di Piemonte e Sardegna ( 1815 ). Pietra fu costantemente fedele a Genova, anche quando si trovò coinvolta nella guerra che, nel 1625, le dichiarò il Duca Carlo Emanuele di Savoia per il possesso del Marchesato di Finale. La tenace alleanza con Genova costò alla cittadina rivierasca un duro assedio, a stento retto dalle scarse truppe pietresi con l’appoggio di tutta la popolazione insorta. Genova ricambiò tanta fedeltà con attenta premura per favorirne lo sviluppo economico e per difenderla da ulteriori assalti. Risale infatti a questo secolo la nuova espansione che raggiunse la sponda destra del torrente Maremola, dando vita al nuovo quartiere dell’Ajetta, andato completamente distrutto durante i bombardamenti della II guerra mondiale. I BASTIMENTI DI PIETRA Nel 1738, Genova provvide a farla fortificare, e promosse lo sviluppo del suo porto, che fece di Pietra un centro di prima importanza in tutto il Mediterraneo, da cui partivano infatti bastimenti per tutti gli altri porti, con una attività intensa che coinvolse tutta la cittadina sia nel campo imprenditoriale, sia in quello cantieristico e portuale. A questa fase risale l’ultima espansione urbanistica, costituita dal quartiere della Marina, con i suoi caratteristici edifici lungo la costa, rivolti verso il mare, e allegramente dipinti. Alla proclamazione del Regno d’Italia, al nome tradizionale di Pietra venne aggiunto l’appellativo "Ligure", poiché il toponimo "Pietra" era riscontrabile ormai in vari altri luoghi della penisola. La tradizionale attività marinara e mercantilistica, che Genova aveva stimolato, proseguì e anzi si ampliò, nel corso dell’Ottocento, epoca in cui da Pietra Ligure partivano numerosi i bastimenti, per far rotta verso i porti del Mediterraneo. L’attività portuale ebbe l’effetto di incoraggiare quella cantieristica; nel 1916 vennero fondati i Cantieri Navali, tutt'oggi ancora attivi e specializzati particolarmente nella costruzione di traghetti veloci. Su una delle più belle coste della Riviera Ligure di Ponente, quella che si allunga fra la Caprazoppa e il Capo di Borghetto, si estende per quasi tre Km. Pietra Ligure. Il torrente Botassano la separa da Borgio-Verezzi, per chi proviene da Levante; una breve zona, ancora dedicata alla coltivazione di orti, frutteti e, verso la collina, di ulivi, la separa invece da Loano, per chi giunge da Ponente. Pietra Ligure si affaccia su un tratto di mare che è uno dei più belli e puliti di tutta la Riviera ligure di Ponente; se ne stacca con un'ampia e bella spiaggia bianca e sabbiosa, che degradando con estrema dolcezza si infiltra nell'acqua bassa per svariati metri dalla linea della battigia, consentendo bagni tranquilli anche ai più timorosi e ai bimbi che imparano a familiarizzare con l'acqua. Percorsi tuttavia pochi metri, verso il largo, il mare si fa invece profondo e permette stupende immersioni per chi voglia godersi lo spettacolo grandioso del fondale. Le palme svettano alte lungo l'intero percorso della ampia passeggiata, il Lungomare, che costeggia la spiaggia per tutta la lunghezza dell'abitato. Palme, fiori, mare, la gradevole teoria di case allegramente dipinte, allietano la passeggiata, offrendo a chiunque un'oasi di tranquillità e di serenità. Alle spalle di Pietra Ligure, si elevano dolci colline, dove si possono ancora trovare appezzamenti di orti e di campi coltivati. Alle colline succedono in breve le montagne più alte, che culminano nel Monte Carmo (1389 m s.l.m.), e che hanno ormai tutte le caratteristiche delle Alpi, e che operano una naturale difesa dai climi freddi dell’entroterra, regalando così a Pietra Ligure un clima temperato, anche durante la stagione più fredda. Posta lungo la statale Aurelia, Pietra Ligure dista da Genova poco meno di ottanta Km. E’ comunque più facilmente raggiungibile con l'Autostrada dei Fiori, il cui casello di uscita è posto a ridosso del centro. Proseguendo verso Levante giunge a Savona, raccordandosi con l'autostrada per Torino e successivamente nella direzione di Genova, sono previsti altri due innesti. a Voltri per Santhià, Gravellona Toce, mentre a Sestri si trova lo svincolo per l'aeroporto. A Ponente invece 1'autostrada conduce a Ventimiglia e al confine con la Francia, posto a meno di 100 Km. La stazione FF.SS. sulla linea Genova-Ventimiglia è un ulteriore collegamento attraverso il quale si raggiungono con facilità sia la Costa Azzurra a Ponente, sia il Piemonte con i collegamenti da Savona, sia la Lombardia e il resto d'Italia, con i collegamenti, che si dipartono da Genova. La posizione di Pietra Ligure è dunque tale da consentire sia di raggiungerla con facilità, sia di costituire un punto di smistamento verso il capoluogo ligure, con la possibilità di visitare il suo Acquario e le importanti mostre di Palazzo Ducale, nonché il suo affascinante e unico centro medievale. Da Pietra Ligure inoltre si può giungere agevolmente negli altri centri della Riviera Ligure e della Costa Azzurra. La varietà degli ambienti naturali, che fondono le molteplici sfumature dell'azzurro del mare con il verde delle colline, coperte di ulivi e di macchia mediterranea, su cui in primavera spiccano gialle le mimose, e ancora il clima mite, temperato in inverno e addolcito in estate dalla brezza marina, che favorisce una natura rigogliosa, hanno attirato i turisti, italiani e stranieri, fin dal secolo scorso, e hanno candidato Pietra Ligure a centro balneare e di villeggiatura di primo piano, nello scenario della costa ligure. Il clima salubre, la tranquillità della zona, la serenità del paesaggio hanno eletto la cittadina per un turismo idoneo ad ogni età, non solo durante ]a stagione estiva, ma nel corso dell'anno intero. UNA RICCHEZZA ANCORA DISPONIBILE Questa ricchezza di risorse naturali offre ancora all'uomo i prodotti di cui ha bisogno. Il mare, uno dei più puliti della Riviera Ligure, garantisce pesce di prima qualità, le colline con i loro orti producono olio, frutta, verdura, funghi, miele, e consentono l'allevamento di animali da cortile. Passeggiando ne]le viuzze dell'antico abitato, tutti questi prodotti possono essere facilmente acquistati nelle pittoresche botteghe, che lasciano scoprire al turista i buoni sapori di un tempo, i profumi delle erbe liguri, la frutta fresca, secca e conservata, secondo antiche e sapienti ricette, il miele di differenti provenienze, i funghi freschi, secchi e conservati, le verdure sottolio e sottaceto, le olive, e quant'altro ancora il palato goloso potrebbe desiderare. Le botteghe di Pietra, da andare a scoprire passeggiando lungo le caratteristiche strade strette, i "caruggi", offrono anche i prodotti dell'artigianato locale e ligure in genere, e rappresentano comunque un'occasione per conoscere meglio quello che può offrire un caratteristico paese delle Riviera di Ponente.


Cittadina della Riviera situata a ponente del capo di Caprazoppa e alla foce del torrente Maremola. Ville e villini risalgono, tra una folta vegetazione, le colline dell'entroterra, sulle quali sorge l'abitato di Ranzi. Nella piana si trova il complesso ospedaliero di Santa Corona, specializzato nelle cure elioterapiche e chirurgico-ortopediche. Forse già caposaldo bizantino il Castrum Petrae subì l'invasione dei Longobardi (641), dei Franchi e, nella prima metà del secolo X, le incursioni saracene. Possesso dei vescovi di Albenga e munito di castello che costituì spesso motivo di contesa, fu occupato, agli inizi del secolo XIII dai Del Carretto di Finale, da Genova, dallo stesso Comune di Albenga, ma restituito al vescovo nel 1258. Nel 1385 fu ceduto, da papa Urbano VI, alla Repubblica di Genova che lo eresse in podesteria. Il castello, edificato sopra uno sperone roccioso, è di origine medievale, come pure il contiguo palazzo dei conti Leale Franchelli (porcellane, biblioteca e affreschi nell'interno).La parrocchiale di San Nicola, costruita con facciata compresa fra due companiletti nella seconda metà del Settecento, ha nel vasto interno affrescato una tavola di G. Barbagelata (1496) e stalli lignei del secolo XVI. Degli anni a cavallo fra il XVI e il XVII secolo è il santuario della Madonna del Soccorso. Pietra Ligure, frequentata località di villeggiatura estiva, è nota per i servizi ospedalieri e per un cantiere navale.

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Dati anagrafici

1996
2000
2003

Arte Musei e cultura

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