Borgo-Val-di-Taro
Comune di Borgo Val di Taro

Scheda tecnica

EMILIA-ROMAGNA Provincia: Parma
Regione: EMILIA-ROMAGNA
Superficie: 152 Km2
CAP: 43043 | Pref.Tel: 0525
Zona Geografica: Italia Nord-Orientale
Tipo di Territorio: Montagna interna
Latitudine :
Longitudine :
Altre info Altezza s.l.m: 411 mt • Zona climatica: E • Gradi gg: 2983 • Indirizzo: PIAZZA MANARA 6 • Cod Istat: 34006 • Cod Catasto: B042 • Sito Web: http://www.comune.borgo-val-di-taro.pr.it/ Abitanti

Località di questo comune

Nome Cod Località Cap Prefisso Longitudine Latitudine
CORRIAGO 2021 43043 0525 44° 31' 43'' 68 9° 47' 32'' 28
COSTADASI 2022 43043 0525 44° 27' 26'' 64 9° 46' 24'' 24
FRASSO 2023 43043 0525 44° 28' 29'' 64 9° 46' 24'' 60
GALLA 2024 43043 0525 44° 30' 44'' 64 9° 52' 36'' 84
GHIARE 2025 43043 0525 44° 30' 53'' 28 9° 50' 46'' 68
GIACOPAZZI 2026 43043 0525 44° 27' 18'' 72 9° 46' 14'' 88
GRIFFOLA 2027 43043 0525 44° 28' 52'' 68 9° 47' 15'' 72
IL MULINO 2028 43043 0525 44° 30' 20'' 88 9° 45' 52'' 56
IL POGGIO 2029 43043 0525 44° 31' 15'' 24 9° 48' 11'' 16
LAGHINA 2030 43043 0525 44° 29' 5'' 64 9° 45' 14'' 76
LAVACCHIELLI 2031 43043 0525 44° 32' 13'' 92 9° 49' 39'' 0
LE SPIAGGE 2032 43043 0525 44° 29' 54'' 24 9° 47' 26'' 52
MAGRANO 2033 43043 0525 44° 30' 59'' 4 9° 50' 36'' 24
BORGO VAL DI TARO 1001 43043 0525 44° 29' 16'' 93 9° 46' 0'' 44
OSTIA PARMENSE 1002 43043 0525 44° 31' 10'' 56 9° 50' 50'' 64
BANCA 2001 43043 0525 44° 27' 21'' 96 9° 47' 17'' 52
BARCA 2002 43043 0525 44° 31' 59'' 16 9° 50' 24'' 36
BARZANA DI SOTTO 2003 43043 0525 44° 30' 8'' 28 9° 46' 4'' 44
BASELICA 2004 43043 0525 44° 30' 15'' 84 9° 50' 40'' 92
BELFORTE 2005 43043 0525 44° 30' 54'' 36 9° 52' 18'' 48
BISSAIO 2006 43043 0525 44° 30' 55'' 8 9° 50' 59'' 28
BOCETO 2007 43043 0525 44° 29' 30'' 84 9° 47' 40'' 56
BOZZI 2008 43043 0525 44° 30' 46'' 80 9° 52' 13'' 80
BRATTESINI 2009 43043 0525 44° 27' 18'' 0 9° 46' 22'' 80
BRUNELLI 2010 43043 0525 44° 30' 28'' 80 9° 45' 56'' 16
CAFARACCIA 2011 43043 0525 44° 31' 53'' 40 9° 47' 40'' 56
CAPRENDINO 2012 43043 0525 44° 30' 37'' 8 9° 45' 44'' 28
CASE MARONI 2013 43043 0525 44° 30' 46'' 8 9° 50' 29'' 40
CASEMBOLA 2014 43043 0525 44° 31' 33'' 60 9° 45' 31'' 32
CASE SCODELLINO 2015 43043 0525 44° 28' 54'' 12 9° 44' 52'' 8
CASE VIGHEN 2016 43043 0525 44° 28' 37'' 20 9° 48' 59'' 4
CASONI 2017 43043 0525 44° 30' 23'' 4 9° 51' 21'' 96
CA_ VALESI 2018 43043 0525 44° 31' 9'' 84 9° 48' 19'' 8
CAVANNA 2019 43043 0525 44° 29' 49'' 20 9° 46' 24'' 96
CIANICA 2020 43043 0525 44° 29' 59'' 28 9° 46' 50'' 88
MEDA 2034 43043 0525 44° 31' 17'' 76 9° 45' 19'' 80
MONTICELLI 2035 43043 0525 44° 29' 57'' 84 9° 44' 58'' 56
POGGIO 2036 43043 0525 44° 28' 50'' 52 9° 46' 15'' 96
PONTOLO 2037 43043 0525 44° 29' 51'' 72 9° 49' 38'' 28
PORCIGATONE 2038 43043 0525 44° 31' 40'' 8 9° 44' 33'' 72
POZZO 2039 43043 0525 44° 31' 12'' 0 9° 47' 23'' 64
ROCCAMURATA 2040 43043 0525 44° 31' 58'' 80 9° 52' 35'' 76
ROVINAGLIA 2041 43043 0525 44° 27' 7'' 56 9° 46' 15'' 96
SAN MARTINO 2042 43043 0525 44° 30' 27'' 72 9° 47' 1'' 68
SAN PIETRO 2043 43043 0525 44° 31' 7'' 32 9° 48' 2'' 88
SAN VINCENZO 2044 43043 0525 44° 27' 12'' 60 9° 46' 42'' 96
TIEDOLI 2045 43043 0525 44° 31' 49'' 8 9° 49' 35'' 4
TOMBONE 2046 43043 0525 44° 31' 4'' 80 9° 45' 27'' 0
VALDENA 2047 43043 0525 44° 27' 7'' 20 9° 47' 11'' 4
VALLETO 2048 43043 0525 44° 27' 43'' 56 9° 47' 10'' 68
Nome Cod Località Cap Prefisso Latitudine Longitudine

I dati riportati in queste tabelle provengono da fonti ufficiali e sono stati reperiti da Metropolis. Metropolis non si assume nessuna responsabilità, per la correttezza e l'aggiornamento dei dati riportati.

Telefoni/fax/


Tipo telefono/fax Ufficio Data u.m.
Fax 0.......8 Centralino 02/02/2006
Tel 0........7 ragioneria e contabilita 02/02/2006
Tel 0........1 Centralino 02/02/2006
Tel 0........1 attivita produttive industria suap sviluppo econ 05/07/2006
Tel 0........4 segreteria 05/07/2006
Tel 0........9 segreteria assessori giunta 05/07/2006
Tel 0........4 paghe personale 05/07/2006
Tel 0........7 anagrafe elettorale demografico stato civile 05/07/2006
Tel 0........6 anagrafe elettorale demografico stato civile 05/07/2006
Tel 0........3 ragioneria e contabilita 05/07/2006
Tel 0........6 tributi 05/07/2006
Tel 0........5 ufficio tecnico edilizia 05/07/2006
Tel 0........3 ufficio tecnico edilizia 05/07/2006
Tel 0........8 lavori pubblici urbanistica territorio 05/07/2006
Tel 0........5 vigili polizia locale 05/07/2006
Tel 0........2 cultura scuola istruzione musei 05/07/2006
Tel 0........0 sociale assistenza 05/07/2006
Tipo Numero/indirizzo Ufficio Data u.m.


E-mail

Email Ufficio Data u.m.
s..................@.................t sindaco 15/11/2002
s.................@.................t sindaco 31/10/2004
s...................@..................t tributi 31/10/2004
m...................@..................t ufficio tecnico edilizia 31/10/2004
Email Ufficio Data u.m.

Enti sovra-comunali

CM Valli del taro e del Ceno

Descrizione:
PRESENTAZIONE La Comunità Montana delle Valli del Taro e del Ceno è operante dal 1976 ed è costituita in attuazione dell'art. 27 D.L. 18/08/2000 N.267 e delle Leggi Regionali N.3/1999 e N.11/2001 e comprende i comuni di Albareto, Bardi, Bedonia, Berceto, Bore, Borgo Val di Taro, Compiano, Fornovo di Taro, Medesano, Pellegrino Parmense, Solignano, Terenzo, Tornolo, Valmozzola, Varano Melegari e Varsi. La sua sede è ubicata in Borgo Val di Taro con anche uffici distaccati in Fornovo Taro. La Comunità Montana è composta da organi eletti in secondo grado con le rappresentanze dei Comuni che la costituiscono. Il suo ruolo è quello di valorizzare il territorio montano mediante l'attuazione di piani e interventi speciali per le zone di montagna stabiliti dall'Unione Europea o dalle leggi sia regionali che statali. Ad essa spetta l'esercizio di funzioni proprie dei Comuni nonchè l'esercizio di ogni altra funzione ad essa conferita dai Comuni stessi, dalla Provincia e dalla Regione. La Comunità Montana è Ente di governo del territorio e riconosce nel Comune l'ente amministrativo storicamente più vicino alla popolozione e attua interventi mirati alla valorizzazione socio - economica dei Comuni in un'ottica di solidarietà fra i medesimi, conferendo maggiori aiuti a quelli più svantaggiati.
Tipologia: Comunita Sigla: PR

La storia

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- Borgotaro, Città della Montagna, centro dei servizi del Comprensorio del Taro e del Ceno, ha incentrato la propria attività politico - amministrativa finalizzando ogni utile sforzo al mantenimento e potenziamento della rete dei servizi socio-sanitari , scolastico-culturali, turistico - sportivi, promuovendo i ncentivi per agevolare insediamenti produttivi, svolgendo un'azione di sensibilizzazioni e di proposta nei confronti di politiche riguardanti le aree montane. - Borgotaro, centro propulsore per iniziative mirate alla tutela e valorizzazione delle risorse naturali, vanta un cospicuo e considerevole patrimonio ambientale, artistico e storico. Borgotaro, incastonato tra Toscana e Liguria, assolve ad una funzione di cerniera e di collegamento con la Lunigiana e la Val di Vara perseguendo l'obiettivo di ricercare sinergie tra i livelli istituzionali territoriali. - Borgotaro, nel passato realtà di forte emigrazione, è strettamente legata e collegata alle diverse Comunità di emigranti operanti nel Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Francia, Svizzera. - Borgotaro, centro fertile di europeismo, gemellato con Charenton le Pont (F),cittadina alle porte di Parigi, con Vila de Cruces (E), piccolo borgo della Galizia, guarda e segue con attenzione e partecipazione ai processi di integrazione europea, mirati ad esaltare l'identità delle singole comunità entro un percorso di costruzione dell'unità europea. Anche a chi è digiuno di storia locale non possono essere sfuggiti alcuni segni esteriori, tuttora presenti al Borgo, che testimoniano come la storia nostra si sia incrociata con quella dei Farnese. Abbiamo infatti una porta e una piazza Farnese, un Cinema Teatro Farnese, un monumento a Elisabetta Farnese, un palazzo, in via Nazionale, con un grande stemma farnesiano. In realtà nel 1545, quando per decisione del Papa Paolo III (Alessandro Farnese), nacque "come un fungo" il Ducato di Parma e Piacenza, Borgotaro non vi apparteneva, essendo infatti, a quel tempo, felicemente governato dai principi Fieschi. La decisione di Paolo III, che mirava a dare al rampollo Pier Luigi una terra da governare e a lanciare così a livello nazionale il nome dei Farnese, creò molti scontenti. Tra questi l'Imperatore Carlo V che ufficialmente acconsentì, ma segretamente continuerà a battersi per distruggere il nuovo stato. Nel gennaio del 1547 Gian Luigi Fieschi, principe di Borgotaro, dava il via a Genova alla congiura contro i Doria per farsi signore di quella città. La congiura, alla quale parteciparono molti nobili del Borgo, finì male e molti dei Fieschi, tra i quali lo stesso Gian Luigi, vi trovarono la morte; la famiglia subì la confisca dei beni e praticamente scomparve dalla scena della storia. Borgotaro rimase così senza sovrano e venne a trovarsi stretto tra due stati forti e in contrasto politico. Da una parte i Landi, filoimperiali, il cui territorio arrivava fino a Bertorella e al Santa Donna, dall'altra il Farnese, Duca di Parma, il cui territorio arrivava fino a Ostia. Chi si sarebbe impossessato del Borgo? L'iniziativa venne presa da Pier Luigi Farnese il quale inviò un contingente di truppe che, dopo aver varcato il Cogena,entrò in Borgotaro con l'impegno di difenderlo dall'Imperatore Carlo V per poi darlo ad un Fieschi considerato estraneo alla congiura. I Borghigiani accettarono l' occupazione e poco dopo, su consiglio del Fieschi, scelsero Pier Luigi Farnese come loro principe e gli giurarono fedeltà. Ciò fu forse cagione di risentimento da parte dei Landi che miravano al Borgo; lo stesso Imperatore Carlo V che aveva visto di malavoglia nascere il Ducato, non poteva certo accettare un suo ampliamento, così mandò un corriere a chiedere al Farnese di abbandonare il Borgo. Pier Luigi Farnese pagò caramente il suo rifiuto, infatti nel settembre di quello stesso anno venne trucidato a Piacenza da un gruppo di nobili tra i quali spiccava il Conte Agostino Landi. Quest'ultimo venne mandato al Borgo come Governatore e nel 1551 l'Imperatore lo nominò Principe di Borgotaro. Cominciava così da parte di Agostino, e proseguirà con i suoi successori, un governo che risulterà quanto mai tristo e gravoso per i Borghigiani. Questi ultimi, nel 1578, stanchi di tante angherie si ribellarono al Principe Claudio Landi, lo cacciarono e scelsero, come loro principe, Ottavio Farnese che aveva ripreso saldamente in mano il Ducato. Iniziava così, tra i Borghigiani e i Farnese, un lungo rapporto che sarebbe durato fino al 1731. Ottavio, come espressamente richiesto dalla Comunità Borgotarese, rimise in vigore i vecchi statuti fieschini tanto cari ai Borghigiani e diede inizio ad un governo quanto mai sensibile ai bisogni e alle aspettative dei nuovi sudditi. Si guardò bene dal confondere i due attributi suoi di Duca di Parma e di Principe di Borgotaro, cosicchè in quel periodo il Borgo, con la sua Giurisdizione, rappresentò uno stato indipendente o meglio, come dicevano i Borghigiani, una repubblica, tanto che il Commissario del Borgo aveva la facoltà, che competeva soltanto ai due Uditori di Parma e Piacenza, "di condannare anche in contumacia sino alla morte inclusivamente senza riferire al Consiglio". Inoltre non potevano applicarsi al Borgo quelle grida e quelle disposizioni che uscivano a Parma e Piacenza, qualora non fossero state accettate e fatte proprie dal Consiglio del Borgo.Godevano poi i nostri avi di molti privilegi e particolarmente quelli " della libertà della caccia e dell'armi da nessun'altra comunità goduti". A Ottavio succedette Alessandro, il più grande grande condottiero del suo tempo, che poco si curò del Ducato, quindi fu la volta di Ranuccio I°, al quale molto devono i Borghigiani. Quest' ultimo, nel settembre del 1606, visitò Borgotaro accolto con grandi festeggiamenti. In quell'occasione i Borghigiani chiesero ed ottennero di poter fabbricare di nuovo "la chiesa di S. Antonino atteso che non solo minaccia ruina, ma è anche incapace di questo popolo", di erigere un monastero di monache, ed inoltre di "ingrandire il paese", creare nuove piazze per le fiere. Da ultimo, ma non per importanza, i Borghigiani ottennero la concessione di poter entrare ed usciredalla città di Parma senza pagare dazio alcuno. Concessione che nessun'altra comunità del Ducato ottenne. Il Ducato passò quindi a Odoardo e da questo a Ranuccio II: entrambi proseguirono, verso il Borgo, la politica dei loro predecessori. Al secondo si deve(1685) l'istituzione a Borgotaro dell'Archivio Pubblico che rimase attivo per circa 250 anni fino alla sua soppressione avvenuta nel 1924. A Ranuccio II° succedettero prima Francesco e poi Antonio. Quest'ultimo morì nel 1731 senza lasciare figli, cosicchè la famiglia Farnese si estinse. Il Ducato, dopo varie peripezie, fu occupato dalle truppe Austriache. Nel frattempo Elisabetta Farnese, nipote del Duca Francesco, fin dal 1714, era divenuta regina avendo sposato Filippo V di Borbone, re di Spagna. Nel suo viaggio per raggiungere il marito si era fermata a Borgotaro e aveva pernottato nel palazzo Boveri. Quando fu chiaro che il Ducato dopo l'estinzione della famiglia Farnese sarebbe passato in altre mani, Elisabetta mise a soqquadro l'Europa pur di poter ottenere Parma per uno dei suoi due figli. Tanto brigò che nel Congresso di Londra e nella successiva pace dell'Aia, le maggiori potenze s' impegnarono ad assegnare il Ducato di Parma a suo figlio Carlo, al momento dell'estinzione dei Farnese. Così nell'ottobre del 1732 Don Carlo di Borbone entrò in Parma, sostituendosi agli Austriaci. Nelle sue vene scorreva il sangue dei Farnese così che, in certo qual modo, sembrava continuarne la tradizione. In realtà don Carlo dava inizio alla dinastia dei Borbone di Parma e dei Farnese non si sentirà più parlare.


Considerata la "capitale" della Val Taro, si estende in un'ampia conca sulla sinistra del Taro. Il territorio, sottoposto fino al XII sec. alla giurisdizione del Monastero di Bobbio, passò nel XIII sec. ai Fieschi che mantennero il controllo di Borgotaro fino al '500, quando furono spodestati da Pier Luigi Farnese: Alla morte del Farnese il governo passò ai Landi, con conseguente annessione del territorio al Ducato di Parma. In tempi recenti questa zona è stata teatro di molte azioni partigiane. La parrocchiale di S. Antonino, edificata tra il 1644 e il 1667 sui resti di una precedente chiesa del XII secolo, al suo interno è ancora possibile ascoltare le antiche note di un organo Serassi risalente al 1700. Sulla piazza di S. Antonino si trovano anche l'unica torre superstite dell'antica rocca e l'imponente ex ospedale, ora Palazzo Tardiani. Nella chiesa di S. Domenico, risalente al 1400 e restaurata nel XVI sec., notevoli dipinti. Alla chiesa di S. Rocco appartengono le stazioni della Via Crucis del napoletano Gaspare Traversi (metà del '700). Nella parrocchiale di Porgigatone è conservato uno splendido Crocefisso coi SS. Pietro e Paolo di Giovanni Lanfranco. Nei boschi di castagni e faggi che si estendono nel territorio comunale le particolari condizioni climatiche favoriscono la crescita di ricercati funghi, soprattutto porcini, questi preziosi frutti del sottobosco costituiscono la base della cucina tipica e rappresentano una voce importante nell'economia locale. Il centro storico: Il nucleo urbano, un tempo circondato da una cinta muraria conserva un patrimonio edilizio di grande interesse storico architettonico, caratterizzato da eleganti palazzi dei sec. XVI - XVII - XVIII. Quelli degni di rilievo sono: Palazzo Bertucci, Palazzo Boveri, Palazzo Manara, Palazzo Tardiani, Palazzo Piccenardi, Casa Moglia, Casa Cassio. Situato nell'Alta Valle del Taro a m 414 di altitudine, sulla riva sinistra del fiume, Borgotaro è il centro più importante dell'Appennino Parmense. La sua particolare posizione geografica situa il suo territorio quasi a cavallo di tre regioni: Emilia, Toscana e Liguria, i cui confini corrono lungo i crinali che delimitano la valle. Fu quindi, nel passato, zona di passaggio per mercanti, viaggiatori, abati, pellegrini ed eserciti diretti ad uno dei tanti passi che permettevano un agevole raccordo tra regione padana, Lunigiana e Genovesato. Qui passavano, tra le altre, le antiche percorrenze Veleja-Luni e Bobbio-Roma. Posizione strategica nel cui possesso si alternarono e susseguirono Impero, Monastero di Bobbio, Comune di Piacenza, Landi, Santa Sede, Malaspina, Visconti, Fieschi, Sforza, Doria, Farnese, Austria, Borbone, Impero Francese. I primi abitatori della valle del Taro, tralasciando le popolazioni preistoriche delle quali comunque restano importanti tracce, furono i Liguri e ciò è testimoniato, tra l'altro, dalla presenza di numerosi toponimi ed in special modo dal dialetto che ancora vi si parla, ricco di vocaboli e suoni liguri. La zona venne poi occupata dai Romani che incontrarono non poche difficoltà a debellare le forti tribù liguri. Turris, originaria denominazione dell'attuale Borgo Val di Taro, pur in diversa localizzazione, fu una creazione militare Bizantina all'epoca della guerra gotica e come tale capoluogo di tutta la circoscrizione. Proprietà del fisco regio, la "curtis Turris cum appenditiis suis" costituì, successivamente, uno dei più cospicui e redditizi donativi dei re longobardi al Monastero immune di San Colombano in Bobbio. In qual modo sia avvenuto il passaggio della denominazione da Turris a Torresana, e da questa a Borgo Val di Taro, non è ancora chiaramente documentato. Si sa per certo che nel diploma rilasciato da Ottone I in Milano il 30 luglio 972, si parla di una "plebs Sancti Georgi" che sorgeva là dove il Tarodine sfociava nel Taro. Intorno e di fronte a questa chiesa sorse Torresana. In seguito, mutate vicende storico-politiche, spinsero gli abitanti di Torresana ad insediarsi un poco più a ovest e precisamente sul terrazzo fluviale in cui sorge oggi l'abitato. Nasce così il nome Borgo Val di Taro. Qui nel 1226 venne posta la prima pietra della chiesa di Sant'Antonino, attorno alla quale poi sorgerà l'odierno agglomerato. Nel sec.XIV iniziò la prima dominazionme della famiglia Landi, alla quale subentrarono i Visconti. La successiva dominazione pontificia su Piacenza(1332-1335) comportò l'automatica soggezione di Borgotaro alla Santa Sede. Inizia però l'epoca delle grandi signorie e i Visconti riprendono possesso del Borgo che, salvo qualche breve parentesi, farà parte per molti anni del Ducato di Milano. L'importanza strategica è tale che il Duca vi destina con il titolo di marchese il famoso capitano di ventura Nicolò Piccinino. Successivamente si affermarono nel dominio del Borgo gli Sforza, i Landi e i Fieschi. Fallito il tentativo di questi ultimi di impadronirsi di Gevova, Borgotaro cadde sotto il dominio dell'Impero. Nel 1551 Agostino Landi con due diplomi otteneva l'investitura di Borgotaro, la cui giurisdizione veniva subito dopo elevata a dignità di "Principato". Si formava così un vero stato(Principato di Valditaro o Stato Landi) del quale Borgotaro sarà la capitale.Nel 1578 i Borghigiani stanchi delle angherie e dell'esosità dei nuovi principi, si ribellarono e li cacciarono definitivamente. Si diedero così nelle mani di Ottavio Farnese, duca di Parma, che nominarono loro principe. Nel 1731 moriva Antonio Farnese senza lasciare eredi cosicchè il ducato passava a Carlo I Borbone, figlio di Elisabetta Farnese. Nel 1806 Borgotaro venne incorporato nell'Impero Francese e assegnato al Dipartimeto degli Appennini, nell'ambito della ventottesima divisione militare. In seguito alla caduta di Napoleone, le potenze vincitrici decisero di assegnare il Ducato di Parma e Piacenza a Maria Luigia d'Austria fino alla sua morte che avverrà nel 1847. Dopo quest'ultima ritornarono i Borbone la cui dominazione cessò nel giugno 1859, allorchè a Parma si costituì un governo provvisorio per preparare l'annessione al regno del Piemonte e quindi all'Italia. Nel 1985 il gonfalone del Comune veniva decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare. Giacomo Bernardi

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Dati anagrafici

1996
2000
2003

Arte Musei e cultura

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